Alle Compagne e ai Compagni
dell’Esecutivo Nazionale
della Direzione Nazionale
del Coordinamento Nazionale
Con la presente lettera i firmatari comunicano la propria decisione di autosospendersi dall’incarico ricoperto presso la Direzione Nazionale dell’Unione degli Studenti.
Si tratta di una scelta dolorosa cui siamo giunti dopo un’attenta e lunga riflessione sul percorso compiuto dalla nostra associazione nei mesi seguenti il VI Congresso Nazionale di Maggio 2007.
In particolare vogliamo porre l’accento della grave situazione venutasi a palesare all’interno della Direzione Nazionale, nella scarsa autonomia da parte dei suoi membri nello svolgere le loro funzioni.
Già dalle prime sedute abbiamo rilevato e fatto notare il fatto che questa Direzione non sia capace di elaborare iniziative e proposte politiche. La sede ordinaria di governo dell’associazione, in questi mesi, è invece diventata il luogo di legittimazione politica per qualsiasi iniziativa porti avanti l’esecutivo, anche andando oltre il proprio ruolo.
Notiamo la quasi totale mancanza di autonomia elaborativa da parte dei membri della direzione.
Lo notiamo negli inconfondibili silenzi iniziali delle sedute, lo proviamo nella capacità di rendere vane ore di discussione nel momento in cui si palesa la volontà del Coordnatore Nazionale, lo vediamo nel continuo tentativo di alimentare un dualismo tra “buoni” e “cattivi”, tra allineati e non allineati che noi non abbiamo mai voluto.
Crediamo importante per l’organo sede del governo ordinario dell’associazione essere capace di accogliere le critiche che arrivano ad esso e all’associazione stessa da parte del suo interno. Crediamo importante che si sappia riconoscere la volontà da parte nostra di esprimere sempre delle critiche costruttive e mai distruttive.
Vediamo invece che questa volontà, i nostri compagni della direzione, non riescono a coglierla.
La Direzione Nazionale sembra oggi ricoprire il ruolo, illegittimo e oltremodo fittizio, di rappresentanza territoriale che il coordinamento non assolve più, per i ben noti problemi organizzativi e di rappresentatività.
E’ allora utile la nostra presenza in una Direzione che si limita ad avvallare decisioni già prese dall’esecutivo? Noi crediamo di no.
Non siamo disposti a fare i notai di un esecutivo che non è capace di mettere in dubbio la sua linea, e di accettare una pluralità di posizioni al suo interno, come dimostra il rifiuto perpetuato dal suo Coordinatore di dare mandato agli accordi congressuali, procedendo all’integrazione del sesto membro.
Un rifiuto che muove dalla incapacità di accettare al proprio interno un membro portatore di istanze diverse rispetto al Coordinatore nazionale e che possiede il coraggio di palesarle.
Se essere dirigenti nazionali in questa associazione significa soltanto alzare la mano per ratificare quanto deciso in altre stanze, noi riteniamo inutile la nostra presenza in direzione senza che non vi sia la volontà della stessa di ripensare il proprio ruolo in funzione della propria autonomia politica dall’esecutivo.
Una volontà che noi riteniamo non possa prescindere dalla decisione di questo esecutivo, portatore consapevole delle reali ragioni di malfunzionamento della Direzione, di lasciare a questo organo il proprio reale spazio di elaborazione, a partire dall’autoregolamentazione della stessa.
Tutta la nostra associazione sta attraversando un momento di crisi. Chi nega questo fatto o è accecato dalle parole di qualcuno o non vuole vedere. Meno di un anno fa abbiamo perso cinque regioni e alla scorsa assemblea nazionale, su cui pesano tante ombre sulla sua organizzazione, molti territori non hanno partecipato volontariamente.
Eppure tanti dirigenti nazionali fingono di non accorgersene.
Dove sono i 30.000 studenti e le 130 città dichiarati sul sito internet?
Si tratta dell’ennesima burla dell’esecutivo verso chi non conosce l’Unione degli Studenti di oggi?
Quello stesso esecutivo all’esterno mostra un’associazione compatta nelle sue scelte nonostante ciò non sia affatto vero, come l’adesione al corteo del 20 ottobre, tutt’altro che unitario per gli studenti, ha dimostrato.
Mentre al suo interno che fa? Invece di ricucire gli strappi facendo autocritica e aumentando la sua pluralità e dialettica interna, legittima a livello nazionale e sui territori scelte che dividono.
E’ adesso il momento giusto per rilanciare l’idea per cui siamo nati nel 1994: essere un grande sindacato unitario degli studenti, radicato su tutto il territorio nazionale.
Crediamo che il primo passo debba essere fatto verso la Rete degli Studenti che, con l’O.d.g. del suo Coordinamento Nazionale sull’unità del sindacato studentesco, ha dimostrato di voler realmente venirci incontro, vedendosi però sbattere la porta in faccia da un Esecutivo sordo e indifferente rispetto all’idea di un Sindacato Studentesco forte, plurale, unitario, di tutti gli studenti.
La scelta da parte nostra di interrompere l’’autosospensione non potrà avvenire che dopo un reale cambio di rotta da parte di questo esecutivo.
Un cambio di rotta che prende per noi l’avvio da quanto disposto dal nostro Congresso: l’unità dell’associazione a condizione della rappresentanza di tutte le sue componenti. Una condizione che non può essere soddisfatta che dall’integrazione di due membri in esecutivo nazionale per rispettare gli equilibri sanciti nel congresso. Oggi una ampissima parte di chi fa parte dell’associazione non si sente rappresentato da nessuno degli attuali componenti dell’esecutivo.
Chiediamo che, come garanzia del rispetto della pluralità interna all’associazione, il Responsabile Organizzazione Nazionale assuma la delega a referente delle regioni nelle quali sono presenti territori che hanno mostrato criticità verso questo esecutivo ovvero: Sardegna, Toscana, Emilia Romagna e Basilicata, affianco a quella già presente della Puglia.
Chiediamo che il tavolo di lavoro che coinvolge gli esecutivi nazionali di Uds e REdS venga aperto, in maniera rappresentativa, anche a membri della Direzione Nazionale e che venga invitata la Rete a fare lo stesso.
Queste sono le premesse per riprendere insieme la costruzione del sindacato degli studenti, sta all’Unione degli Studenti decidere cosa fare di sé stessa.
I membri di Direzione Nazionale:
Iacopo Agrimi
Gianluca Candelma
Virginia Engolini
Nicola Degli Esposti
Sabrina Di Gioia
Giulia Ghelardi
Angelo Rinaldi
Davide Romaniello
Michele Sciannamea
Alessandro Tedde
'La nostra causa è veramente giusta,serve gli interessi di tutti,gli interessi dell'intera società,l'interesse dei nostri figliuoli. Quando la causa è cosi alta, merita di essere servita ,anche a costo di enormi sacrifici.' (Giuseppe Di Vittorio)
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